Hotspot a Palermo. Fava “Sorpendente parere Bb.Cc.” Interrogazione all’Ars

“La realizzazione di una struttura come l’hotspot per migranti, che il Governo nazionale vorrebbe costruire a Palermo, in un’area peraltro vincolata, ci preoccupa e vedrà la nostra più decisa opposizione. L’hotspot, al di là dell’apparente neutralità dell’etichetta burocratica, serve solo a riconsegnare a regimi non democratici migliaia di uomini e donne. Una pratica inaccettabile!”.

Lo afferma il presidente della Commissione antimafia siciliana Claudio Fava, deputato all’Ars dei 100Passi.

“Il Comune di Palermo non può essere lasciato solo nell’opposizione a un simile scempio: serve anche la voce autorevole e forte della Regione. Purtroppo dobbiamo registrare un sorprendente e anomalo comportamento da parte della Soprintendenza dei beni culturali di Palermo che, pur confermando l’esistenza di stringenti vincoli nell’area dove si vorrebbe realizzare un’opera dal costo di oltre 7 milioni di euro, ha rilasciato un parere favorevole in virtù di non meglio specificati, ed inesistenti, motivi di ordine pubblico e spingendosi, cosa ancora più anomala, a suggerire al Comune di Palermo le azioni per superare i vincoli di tutela dell’area”.

Per Fava, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione urgente al Governo regionale, l’ipotesi dell’hotspot “rappresenterebbe anche uno schiaffo ad una zona della Città, quella dello ZEN, che avrebbe bisogno di interventi per favorire il processo di crescita collettiva e civile in atto e non certo di strutture che potrebbero aumentarne la marginalizzazione”.

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