I “Nudes” di Spencer Tunick La prima antologica del fotografo americano per Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

Nudi. Centinaia e migliaia. Volontari che accorrono per partecipare ad ogni suo progetto. Spencer Tunick racconta così il paesaggio, livellando la bellezza dei corpi senza veli, rendendo uguale uno agli altri. Sarà Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 – ad ospitare “Nudes”, l’antologica del fotografo americano che raccoglierà, per la prima volta, scatti realizzati in tutto il mondo, da Shanghai a Parigi, dall’Australia a Brooklyn.

La mostra di Spencer Tunick si inaugurerà – alla presenza dell’artista – venerdì 13 aprile alle 18 allo ZAC, il padiglione dedicato all’arte contemporanea nei Cantieri Culturali alla Zisa, dove resterà fino al 2 giugno. Le foto saranno stampate su 14 teli di grande formato, 3 metri per lato, per offrire ai visitatori una sensazione di completa immersione negli scatti; uniti a 54 altre immagini di formato più ridotto. Spencer Tunick da molti anni fotografa nudi di volontari, che in migliaia rispondono ai suoi appelli, rendendo proprio i corpi, parte integrale dei paesaggi, naturali o urbani. Solo in pochi casi, Tunick ha ritratto nudi individuali o in piccoli gruppi, inseriti comunque in situazioni insolite. Con le immagini, in questa antologica, giungeranno i video che raccontano il complesso lavoro dietro le quinte, che conduce alla realizzazione di ogni immagine.

La mostra, curata da Gerald Matt, è un progetto sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, dalla Gam/Galleria d’Arte Moderna. Organizzazione dell’Accademia degli Offuscati.

Spencer Tunick è nato a Middletown nel1967. Ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, ha iniziato a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992. Due anni dopo viene arrestato al Rockfeller Center di Manhattan perché camminava in compagnia di una modella completamente nuda. Negli Stati Uniti nasce il suo progetto “Naked” che poi sarà a Londra, Lione, Melbourne, Montréal, Caracas, Santiago, San Paolo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno del 2003 sono 7000 le allargato persone che posano per Spencer Tunick a Barcellona. Quattro anni dopo, diventeranno 18 mila a Città del Messico, raccolte a el Zócalo, la piazza principale della città.

I modelli sono sempre dei volontari. Spencer Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice “manifestazione sociale”, a sostegno della libertà di espressione. Dalle sue immagini scaturisce invece la tensione del lavoro, e soprattutto una riflessione sul concetto di pubblico e privato, individuale e collettivo. Ogni scatto di Tunick racconta un’azione livellatrice sul corpo (o sui corpi).

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