In libreria, il romanzo d’esordio di Eleonora Lombardo: “La disobbedienza sentimentale”

In una Palermo che tutto crea e tutto distrugge, che ammalia, che innamora e che non lascia speranza, si muovono con mirabile equilibrio, i personaggi di questo magistrale romanzo d’esordio. Esordio che mostra fin da subito la potente forza immaginifica e la consumata padronanza tecnica e stilistica di Eleonora Lombardo, giornalista de “La Repubblica Palermo”, autrice in Rai e per il teatro.

Una storia d’amore-non amore, quella di Lucia e Salvatore. Lucia, protagonista dal nome immenso e luminoso, che subito la caratterizza, è una giovanissima interior design, che dopo essersi specializzata in Svezia, vorrebbe portare la bellezza, il gusto e la modernità europea in una città – Palermo – dove il bello è perennemente decadente e la volgarità, l’ignoranza ed il cattivo gusto riescono sempre ad avere la meglio.

Salvatore, impiegato all’assessorato con la passione dei cavalli, gentleman driver per vocazione e proprietario di un allevamento di trottatori, trascina la propria esistenza nell’immobilità palermitana, rincorrendo il sogno della vittoria ippica e di una faticosa quanto comoda realizzazione sentimentale.

Poi ci sono le amiche di Lucia: Nina e Maria Daniela, audace e libera la prima, che instaura con la città un rapporto attivo e costruttivo, attraverso la condivisione di ogni lotta civile. Molto più pacata e “perfettina” la seconda, forse un po’ superficiale nell’approcciarsi alla complessità dell’esistenza, ma sicuramente molto abile nel costruire e gestire le proprie relazioni sentimentali.

Leggendo di lei il lettore scoprirà un’insolita definizione di tipologia femminile: la  “Madonna che non bestemmia”, geniale intuizione di cui lascio la scoperta al lento piacere della lettura. Lucia non sarà mai “Madonna che non bestemmia” e forse anche in virtù di ciò, la sua vicenda sentimentale si involverà fino al precipitare degli eventi.

La disobbedienza sentimentale è tutto ciò che non obbedisce, non aderisce ai propri desideri, ai propri sogni, all’inseguimento di un amore totale. La disobbedienza è ciò che, più o meno scientemente, ci porta lontano da noi stessi e dai nostri affetti, in nome dell’inseguimento di una perfezione che non c’è, o che si rivela poi vuota di senso.

Ed ecco che appaiono sulla scena, veri e vivi nella loro animalesca istintività, i due personaggi di Sogno e Maradona, esemplari iconici dello stare al mondo fra espedienti e bestialità, fra spontaneità ed estremo realismo. Loschi e nello stesso tempo ingenui, vivacchiano tra la mafia dell’ippodromo palermitano e quella delle pompe funebri. Non a caso, in una perfetta costruzione a cornice, la narrazione si apre e si conclude con le imprese loro commissionate da una Lucia ormai spinta dalla “disobbedienza” ad organizzare una triplice vendetta: sentimentale, professionale e contro un’intera città, sempre più decadente e corrotta dopo l’elezione a sindaco della “Salamandra”.

In questo avvincente romanzo, il lettore seguirà le vicende sentimentali, interiori e professionali di questa giovane, determinata e disobbediente eroina femminile, che si affanna per trovare un ordine alla sua tumultuosa post-adolescenza: la vera realizzazione professionale, tanto più difficile in una città del sud e per una donna; la definitiva emancipazione dalla figura paterna, la solidità di un amore, sempre in bilico fra il sogno borghese della “Madonna che non bestemmia” e l’audace e consapevole libertà del proprio corpo e dei propri sentimenti.

La narrazione si snoda tra Palermo e Malmo, città della  Svezia. A Palermo, il lettore entrerà in quel mondo parallelo e affascinante del bellissimo ippodromo della Favorita, purtroppo chiuso dal 2017. Percorrerà le vie del centro cittadino e della movida notturna dei primi anni Duemila. Assaggerà il sole della spiaggia di Mondello e respirerà l’aria profumata della campagna siciliana.

A Malmo invece, il lettore respirando l’aria fredda e tersa delle città nordiche, ammirerà attraverso gli occhi di Lucia, il moderno funzionalismo e l’armonia perfetta tra architettura e natura.

Chi legge questo romanzo, tutto d’un fiato, seguirà il crescendo del pathos fino alla risoluzione finale, come in ogni storia che si rispetti. Vivrà un’atmosfera costantemente sospesa fra ordine e disordine, fra bello e brutto, fra disobbedienza e rigore, fra efficienza e disfacimento, sullo sfondo di una Palermo, della quale solo chi la abita può forse intuire le molteplici anime, le forze uguali e contrarie che si annullano a vicenda; le energie vitali e distruttive che quotidianamente vi si fronteggiano e che rispecchiano tuttavia la stessa natura umana.

Giovanna Musso

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