“Mensaleri” conquista lo Spazio Open a Una Marina di Libri
06/06/2026
Ieri sera, venerdì 5 giugno, lo Spazio Open dei Cantieri Culturali alla Zisa ha ospitato "Arcani sonori a Mensaleri", uno degli appuntamenti più interessanti del festival letterario Una marina di libri. Un originale reading-concerto capace di fondere la potenza della parola con il magnetismo sonoro.
Al centro della performance le vicende tratte dal romanzo "Mensaleri", un villaggio fondato nel 1868 sull’isola di Parpai dall’ imprenditore Nazzaro Mensa, costruttore di una grandiosa cartiera. Nazzaro è un uomo enigmatico che si affida a ingegneri e dirigenti altamente competenti per la tecnica, ma per le scelte cruciali ed esistenziali si fa guidare dai tarocchi di un mago. A 125 anni di distanza, con la cartiera ormai in disuso e il villaggio in piena crisi, le speranze di rinascita si accendono attorno alla figura di Riniero Mensa, discendente del fondatore. Da questo momento si delinea un affresco potente sulle origini e sul declino delle grandi rivoluzioni sociali.
Per dare vita a questo capolavoro di suoni e parole è salito sul palco un ensemble di artisti dal talento poliedrico, capaci di creare un'atmosfera ancestrale e, allo stesso tempo, futuristica. Il tappeto vocale e strumentale è stato orchestrato da Wu Ming 2 alla voce, percussioni, flauto, kazoo e sax di bambù. L'autore fa parte dello storico collettivo di scrittori Wu Ming di Bologna, fondato nel 2000, noto per la sperimentazione di "oggetti narrativi non identificati" che fondono storia, politica e cultura pop.
Insieme a lui, sul palco, Jadel Andreetto al basso e alla voce, e Marco Manfredi, che ha arricchito la performance con le sue letture. La parte strettamente musicale e tecnologica è stata invece affidata alle tastiere e alla "caverna dell’antimateria" di Stefano d’Arcangelo, insieme all'elettronica, al sax e all'ingegneria sonora di Wang Inc.
Il momento più evocativo della performance è coinciso con l'ultimo brano letto, interamente dedicato all'anarchia. Il testo ha restituito dignità ontologica a un ideale intramontabile, troppo spesso ridotto a sinonimo di violenza, disordine o caos ingovernabile. L’ha spogliato dai suoi arcaici pregiudizi per mostrarla nella sua essenza più pura: un' autentica aspirazione alla giustizia sociale.
Un finale potente e una performance stimolante che, oltre a risuonare come inno alla dignità umana e dimostrare (ancora una volta) come la letteratura e la musica possano farsi custodi di speranze umane, hanno mostrato magistralmente come sia irrevocabilmente necessario rivedere il paradigma delle presentazione dei libri e dei festival letterari.
Vincenzo Tumminello
Articolo pubblicato su https://quattrocanti.it/mensaleri-conquista-lo-spazio-open-a-una-marina-di-libri
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