PALERMO RISCOPRE LE SUE GIPSOTECHE

Chi ha fatto studi o è appassionato d’arte le conosce bene. Ma quanti sanno cos’è una gipsoteca? E soprattutto, quanti finora ci hanno mai messo piede? La gipsoteca altro non è che una raccolta di modelli e calchi in gesso di sculture o elementi architettonici. A Palermo, oltre quella a Palazzo Ziino, ce ne sono anche e nell’ambito di Palermo Capitale della Cultura 2018, si potrà accedere ad altri due allestimenti per ammirarne la collezione o per visitare altre mostre. La prima e più antica gipsoteca si trova al Campus dell’Università ed è visitabile su prenotazione, scrivendo a gipsoteca.culturesocieta@unipa.it, all’ottavo piano del padiglione 15 di viale delle Scienze. A volerla come sussidio pratico per l’insegnamento dell’archeologia, fu Antonino Salinas (1841-1914), archeologo, numismatico e rettore dell’università di Palermo a cui oggi è intitolato il museo archeologico. Fu la prima gipsoteca universitaria concepita a fini didattici nel nostro paese.

L’altra gipsoteca che apre le porte è quella dell’Accademia di Belle arti e lo fa non tanto per mostrare i calchi ma per ospitare una mostra insolita e accattivante: Exotic Sicily. Calzature e ventagli dal Settecento al Novecento della collezione Raffaello Piraino. Un viaggio nello stile e nel gusto della cultura artistica siciliana attraverso l’evoluzione maturata nell’arco di due secoli, dall’esotismo ai “capricci” compositivi dei tessuti dalle insolite combinazioni cromatiche, ai ricami e alle stampe floreali. L’accostamento di preziosi tessuti, tipologie di manufatti e tecniche artistiche permettono ai visitatori di avere una visione completa dello stile bizarre, chinoiserie, della produzione tessile. In mostra fino al 14 marzo, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17. Il sabato dalle 10 alle 13.

 

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