Venticinque anni di amore Infinito. Tre tappe siciliane per Raf

Venticinque anni fa il cantautore Raffaele Riefoli, in arte Raf, lanciava uno dei pezzi di maggior successo della sua straordinaria carriera: Infinito. Un brano romantico, intenso, struggente, che sin da subito entrò nel cuore degli ascoltatori e che a distanza di un quarto di secolo continua a trasmettere forti emozioni. È la storia di un legame sentimentale spezzato da tanto tempo che ha lasciato ricordi indelebili dei momenti vissuti insieme, incluso quello di un addio mai metabolizzato, un legame che vince il trascorrere del tempo rivelandosi dunque come vero amore che, in quanto tale, è “infinito” per definizione. Per celebrare il venticinquesimo anniversario di Infinito Raf ha organizzato il tour Infinito – Estate 2026 partito il 16 luglio da Capurso, nel barese, che attraverserà l’Italia in lungo e in largo sino alla fine di settembre. Tre le tappe previste in Sicilia dal cantautore pugliese: lunedì 10 agosto concerto all’aperto davanti alla Cattedrale di San Nicolò a Noto, l’indomani esibizione al Teatro di Verdura di Palermo, mercoledì 12 agosto ultimo step siciliano all’Anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea. L’orario di inizio dei concerti è fissato per le ore 21, prevista un’unica tipologia di posto a Noto, quattro invece le categorie di biglietti (con disponibilità ormai limitata) acquistabili per gli eventi di Palermo e Zafferana etnea. Reduce dall’esperienza al Festival di Sanremo 2026, al quale ha partecipato col brano Ora e per sempre, dall’inconfondibile stile intimistico che lo caratterizza, Raf si cimenta dunque in una nuova meravigliosa avventura, un tour estivo imperniato su Infinito che ripercorrerà i momenti più emozionanti di una carriera fatta di grandi successi, con oltre venti milioni di dischi venduti a livello mondiale. Parliamo infatti di un cantante che ha impresso in maniera indelebile il suo nome nella storia della musica italiana arricchendone il repertorio con brani poi diventati veri e propri evergreen. Classe ’59, Raf era molto giovane quando cominciò a muovere i primi passi nel mondo della musica, incrociando a Londra la propria strada con quella di Ghigo Renzulli (futuro fondatore e chitarrista dei Litfiba), con cui diede vita al gruppo rock punk Cafè Caracas, e avviando poi un fruttuoso sodalizio col compositore Giancarlo Bigazzi. Il primo album in studio, dei tredici che ha pubblicato durante l’intera carriera, risale al 1984 ed è intitolato, per l’appunto, Raf. Contiene nove brani, tutti in lingua inglese, tra cui Self control, la sua prima hit, che ebbe subito un grandissimo successo anche al di là dei confini nazionali. Nell’87 scrisse la musica di Si può dare di più (testo di Bigazzi e Tozzi), brano portato quell’anno alla vittoria del Festival di Sanremo da Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri. E proprio in coppia con Tozzi, sempre nell’87, partecipò all’Eurovision Song Contest piazzandosi al terzo posto con un brano il cui successo arriva fino ad oggi, Gente di mare, la sua prima canzone interpretata in italiano. Nel 1988 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo come cantante in gara: il brano presentato alla kermesse fu Inevitabile follia, subito dopo inserita nel suo secondo album in studio, Svegliarsi un anno fa. E passò solo un anno per il ritorno a Sanremo, con Cosa resterà degli anni ’80, canzone leggendaria rimasta scolpita nella memoria collettiva che dà il titolo al suo terzo album, composto da otto tracce fra cui Ti pretendo, brano con cui Raf centrò la vittoria al Festivalbar ’89. Non fu l’unica vittoria di Raf al Festivalbar visto che nel’93 arrivò il secondo successo, stavolta con Battito animale, sound travolgente inserito in un album, Cannibali, che riuscì a vendere 600000 copie e incantò critica e pubblico con brani del calibro di Due e Stai con me. Il ’95 fu l’anno di uscita di Manifesto, disco che lanciò altre canzoni fortunate come Dentro ai tuoi occhi, È quasi l’alba, Sei la più bella del mondo. Nonostante la lunga scia positiva, che qui abbiamo sinteticamente riportato, la verve creativa di Raf non si è arrestata e anche gli anni seguenti lo hanno visto sfornare canzoni puntualmente vincenti come La danza della pioggia (dall’album La prova, del 1998) o come Via, Oasi, Nei silenzi e, appunto, Infinito (brani incisi in Iperbole, disco del 2001). E ancora, In tutti i miei giorni (nell’album Ouch! del 2004), Il nodo, Dimentica, Passeggeri distratti (dall’omonimo album del 2006), Ossigeno e Non è mai un errore (pezzi pubblicati in Metamorfosi, del 2008). Negli anni duemiladieci il cantautore pugliese ha pubblicato i suoi ultimi due album in studio. Numeri, del 2011, ha presentato come canzone di punta Un’emozione inaspettata, famosa anche per il video ufficiale in cui Raf volteggia all’interno della propria stanza e, levitando, si muove sui mobili, sul soffitto, sulle pareti, perché l’amore spezza le leggi della fisica. L’ultimo disco, Sono io, è del 2015, e contiene anche Come una favola, brano con cui Raf tornò al Festival di Sanremo a ventiquattro anni dalla sua ultima partecipazione (con Oggi un dio non ho) che risaliva al 1991. E ci siamo limitati a citare solo alcuni fra i suoi pezzi di maggior successo. Ad ogni modo, il tour Infinito – Estate 2026 non si limita a ripercorre le tappe di uno splendido passato ma vuole essere un ponte verso un futuro altrettanto luminoso. La tournée consentirà infatti a Raf di presentare il suo ultimo singolo, Pazzi stupidi ragazzi, e di porre le basi per il lancio del nuovo album di inediti, previsto per il prossimo autunno. Un altro ottimo motivo per non mancare all’appuntamento estivo con uno dei rappresentanti più longevi e significativi del panorama musicale italiano. Mauro Buccheri